“Ho lasciato l’avvocatura per fare gioielli: sogno di realizzarli anche per la Fiorentina”

Elisabetta Carletti era un avvocato, poi ha iniziato a creare gioielli: la sua azienda è diventata una grande realtà. Ha già collaborato con la Fiorentina e chissà in futuro…

di Redazione VN

Svolgeva la professione di avvocato ma l’ha lasciata per inseguire un sogno. Alla rigidità della legge ha preferito la creatività, un dono prezioso che le ha permesso di reinventarsi e realizzarsi nel mondo del lavoro. Elisabetta Carletti, fiorentina di 48 anni, ha creato Maman et Sophie che oggi è un’azienda di successi con diciotto dipendenti (www.mamanetsophie.it). Insieme a lei tutto questo è stato realizzato con Federico, suo marito e compagno di vita. Dalla loro unione sono nati Elena Sofia e Tancredi e, proprio dopo la seconda nascita, Elisabetta ha lasciato definitivamente il mestiere di avvocato. Nel frattempo ha dovuto incassare colpi duri, come la scomparsa prematura di suo marito. Ma oggi, dopo aver sofferto, sorride alla vita con gioia e ottimismo.

Signora Carletti, che azienda è la vostra?
“Facciamo gioielli semiartigianali. Tutto è iniziato quando ho fatto una collana lunga con il nome di mia figlia, Elena Sofia. E’ piaciuta ed è stata molto ricercata. Ho svolto ogni mansione per l’azienda: prima producevo con le pinze, adesso metto soprattutto le idee. Oggi serviamo 270 gioiellerie e abbiamo 18 persone che lavorano. All’inizio per me era un gioco, adesso le mie miniature sono ricercate ovunque ed è una grande soddisfazione”.

Fra le tante soddisfazioni, anche la vittoria di un premio importante. Ce lo racconti.
“E’ vero, Banca Intesa e la fondazione Bellisario ci hanno selezionati fra un migliaio di aziende. È un premio all’imprenditoria femminile che dà valore a ciò che facciamo, si tratta della 4° edizione del “Women value company”. Nella nostra attività siamo tutte donne, ci sono solo due uomini che però ci tengo a dirlo sono fondamentali”.

Nel corso della sua ascesa ci sono stati anche momento difficili?
“Nel giro di due mesi mio marito è venuto a mancare. In quel momento temevo di dover chiudere, credevo che da sola non ce l’avrei fatta. E’ servito del tempo. Poi, ovviamente, anche altri ingressi a livello dirigenziale. Siamo riusciti ad andare avanti, per fortuna ho affianco a me persone che ci mettono passione. Il lockdown è stato difficile anche per noi, ma stiamo andando bene e abbiamo fatto le scelte giuste”.

Ci sarà anche la Fiorentina nel vostro percorso?
“Io sono fiorentina, l’anno scorso abbiamo fatto braccialetti per i dipendenti della società viola: realizzammo un cuore viola nel periodo di Natale (nella foto in evidenza e qui in basso). Sono legata alla città e alla Fiorentina. Io credo che le mie creazioni rispecchino molto la città. La gentilezza delle forme di Firenze è unica, nei nostri scorci non c’è mai niente di urlato. Essere cresciuta qui mi ha aiutato a realizzare le mie intuizioni. L’idea di fare qualcosa per la squadra della mia città sarebbe un orgoglio. Prima o poi ce la farò”.

In basso Elisabetta Carletti, fondatrice di Maman et Sophie.

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