VIDEO – Poker d’autore: la Lazio schianta sotto i colpi di Batistuta, Edmundo, Oliveira e Rui Costa

Rivediamo una delle vittorie più belle della Fiorentina all’Olimpico contro la Lazio. Il 10 maggio 1998 finì 4-1 per i viola. A segno i fantastici quattro Oliveira, Edmundo, Batistuta e Rui Costa. Che tempi!

Non capita tutti i giorni di dettare legge per 4-1 in casa della Lazio. Specialmente se la squadra biancoceleste è formata da signor giocatori come Marchegiani, Nesta, Jugovic, Nedved, Mancini e Casiraghi.

Ma quel 10 maggio 1998 calciatori di prima qualità li aveva anche la Fiorentina. Soprattutto dal centrocampo in su con Rui Costa, Oliveira, Edmundo e Batistuta. Furono proprio loro, i fantastici quattro, a mettere a ferro e a fuoco la difesa di una Lazio praticamente in vacanza e col morale sotto i tacchi vista la sconfitta rimediata pochi giorni prima a Parigi contro l’Inter di Ronaldo nella finale di Coppa Uefa. Tre gol viola in quaranta minuti (più l’autogol di Michele Serena di cui, però, non abbiamo il file video) spiegano l’impotenza della formazione capitolina, ma anche la qualità e il carattere della Fiorentina di Alberto Malesani, quinta alla fine del campionato e qualificata alla Coppa Uefa 1998-99.

Tiri di precisione, di potenza, dribbling, furbizia: Nesta & co. non ci capirono niente. Era la grande Lazio di Eriksson e Cragnotti, quella che perse di un soffio lo scudetto ai danni del Milan solo un anno dopo. Scudetto che i biancocelesti avrebbero vinto all’alba del nuovo millennio. Un motivo di vanto in più per la Fiorentina che diede spettacolo in quella stagione. A partire dal 3-2 rifilato all’Udinese al Friuli alla prima giornata di campionato, il 31 agosto 1997 (e chi se la scorda la tripletta di Batistuta), per passare al poker col Napoli e alle cinquine contro Lecce e Vicenza, senza dimenticare lo 0-2 contro il Milan a San Siro (battuto con lo stesso risultato al Franchi), l’1-2 col Parma di Crespo al Tardini e, soprattutto, il 3-0 imperioso contro la Juve futura campione d’Italia il 22 febbraio 1998. Che tempi!

 

 

 

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