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Ferrara e i dolori viola: “Andamento lento”

L'inizio di campionato è preoccupante: ecco le spine di un gruppo che un anno fa volava in alto

Redazione VN

Sulle pagine de La Repubblica, Benedetto Ferrara prende in esame le cause tattiche, tecniche e mentali della crisi viola:

NIKOLA KALINIC - Le sue ultime prestazioni ci hanno riportato alla mente le prodezze fiorentine di Gomez. Kalinic è un lottatore, uno che i suoi gol li fa sempre. Con Babacar al fianco è un po' meno solo, ma la Fiorentina crea pochissimo, e questo non lo aiuta. È anche vero che se ti sbatti poi perdi lucidità, ma se ti chiamano bomber è proprio perché sai rendere facili le cose più difficili, e non viceversa. I problemi dell'arido attacco viola non sono però solo colpa di Kalinic. Pochi cross, palle filtranti solo sul divano alla play station.

IL VECCHIO GRUPPO - Per qualcuno il ciclo è finito. La risposta viene spontanea: sì, ma a gennaio. Domanda: uno spogliatoio che è in testa alla classifica come reagisce se la società decide di non spingere sull’acceleratore e l’allenatore ammette di avere un calo di tensione? Ci sta che la squadra si areni sulla spiaggia delle emozioni perdute. Così è andata e ognuno ha le sue responsabilità: società, allenatore, e una squadra emotivamente scarica.

PAULO SOUSA - Il suo gioco non convince, le sue parole nemmeno. Fin dalla storia delle uova in poi, Sousa ha iniziato parlare come un politico: quelli che ti dicono che tutto va bene ma la crisi non è ancora finita, con in testa di resta soltanto un grande 'boh'. Lo scontro con Diego non è bastato per arrivare alla rottura, e forse questo è il problema della Fiorentina, vittima di un caso non risolto.

LA CONFUSIONE - Esperimenti tattici e giocatori provati in nuovi ruoli. Niente di strano, se una squadra gira. Ma se non gira il tutto diventa noioso caos e anche i talenti frullano quasi a vuoto: come Borja Valero, che vaga palla al piede in cerca di compagni smarcati. O Bernardeschi, costretto a fare più il difensore che l’attaccante.

AL RALLENTATORE - La Fiorentina è una squadra rallentata. Poche intuizioni, scarse accelerazioni. Sousa dice che quest'anno la preparazione è stata rivoluzionata. Di sicuro è così, ma con quale obiettivo? Qualcuno ha messo in conto che una partenza sotto tono può rovinare tutta una stagione? Corvino ripete in giro che la Fiorentina vuole alzare un trofeo, ci sta che l’obiettivo vero sia una Coppa. Ma serve un’altra Fiorentina.

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