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Da Pioli a Montella: vaghi segnali di crescita, ma no al calcio spagnoleggiante

I piedi della Fiorentina attuale non sono quelli di Borja, Pizarro e Aquilani. Montella non può sperimentare: alle porte ci sono Juve e Atalanta

Redazione VN

Sulla prima del Corriere Fiorentino, Sandro Picchi analizza il passaggio di consegne tra Montella e Pioli, non senza dubbi e punti interrogativi. Scrive il giornalista: "Per ora non è vistosamente rintracciabile l'apporto di Montella che si era mosso come era inevitabile sulle tracce di Pioli, né si può pensare che l'Aeroplanino paracaduti sulla Fiorentina il calcio spagnoleggiante dei vecchi tempi che era affidato ai piedi lenti ma buoni di Pizarro, Borja Valero e Aquilani. Il calcio è cambiato, i giocatori anche, e Montella è il primo a saperlo. Potrebbe procedere per esperimenti, per sensazioni, per ispirazioni, ma i prossimi due impegni contro la Juventus e l'Atalanta non concedono spazio all'intrattenimento. L'inizio ha inviato vaghi segnali incoraggianti, l'attualità imporrebbe, invece segnali luminosi".

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