Fiorentina, sprint e resistenza
Rassegna stampa - 29/07/2010 9.15.37
Nel calcio ormai si spalma tutto, anche il calendario che viene presentato in diretta televisiva da Sky con un procedimento di fastidiosa suspense, una giornata qua e una là, saltellando tra notizie e chiacchiere. Dicono che anche questo sia spettacolo, secondo una nuova liturgia del calcio che richiede molta pazienza al cronista e forse anche al tifoso.Ma veniamo ai fatti. La Fiorentina dovrà confrontarsi nella parte iniziale del campionato contro squadre ambiziose quanto lei e forse anche di più, almeno a parole: il Napoli, il Genoa, il Palermo nelle prime cinque giornate. L’esordio casalingo contro il Napoli di De Laurentiis, presidente che potremmo definire un’edizione rivista e corretta di Vittorio Cecchi Gori, è molto affascinante e mette subito i viola, ma anche la squadra di Mazzarri, di fronte a un impegno difficile. Sarà la partita di cartello della prima giornata, per il resto apparentemente molto più banale. Il calendario dei viola scorre poi tra una serie di partite di difficoltà variabile e oggi non valutabile, considerando che si ignorano sia la consistenza degli organici degli avversari (manca un mese alla chiusura del mercato) sia le condizioni di forma in cui si troveranno i viola e i loro competitori nel periodo in cui si affronteranno. I confronti con le grandi sono in programma da novembre in avanti secondo una programmazione senza pietà che prevede tutti impegni di lusso in trasferta: la Roma a novembre, poi in impetuosa successione il Milan e la Juventus in trasferta, con un solo impegno interno con il Cesena come intervallo tra la partita dell’Olimpico e gli altri due match forti . Una «tortura» del calendario dovuta all’indisponibilità del Franchi impegnato dalla Nazionale di rugby. L’Inter arriva a Natale, o forse no visto che in quel periodo dovrà giocare la Coppa Intercontinentale e questo fa prospettare l’ipotesi di un rinvio.
Dunque la Fiorentina dovrà aspettare il ritorno per giocare in casa contro le tutte le big. A parte le considerazioni rituali «sulle difficoltà del calendario», vale la pena ricordare ancora una volta che il vantaggio dei viola in questa stagione sarà dolorosamente rappresentato dalla mancanza di impegni infrasettimanali, un modo quest’ultimo assi riduttivo per definire le partite di Champions di cui sentiremo la nostalgia, ma che aiuterà la squadra ad essere più concentrata e più energica in campionato. Sarà questa, o dovrebbe essere questa, l’arma migliore della Fiorentina, soprattutto se vi si aggiungerà un organico ricco di qualità, dimagrito nel numero ma non nella consistenza tecnica, così come pare sia nelle intenzioni della società.Mihajlovic, che per la prima volta nella sua fresca storia di tecnico guiderà una squadra dall’inizio della stagione, avrà forse in mente — per questa ragione e per la necessità di muovere immediatamente convinzione ed entusiasmi — una partenza lanciata che gli permetta di ottenere un vantaggio, diciamo un credito, su cui impostare la stagione. La prima parte del calendario, con partite anche toste ma non spietate, può consentirgli di dare consistenza a questo progetto impostato sullo sprint, su una rapidità iniziale che dia punti alla squadra, morale ai giovani, convinzione ai giocatori più esperti ed euforia al pubblico. Naturalmente certi slanci iniziali si rischia di pagarli in seguito, ed è su questi due binari — lo sprint e la resistenza — che si giocherà la stagione della Fiorentina e si misureranno le capacità del nuovo tecnico. Una giusta dose di ottimismo ci sembra debba accompagnare le speranze dei viola.
Dunque la Fiorentina dovrà aspettare il ritorno per giocare in casa contro le tutte le big. A parte le considerazioni rituali «sulle difficoltà del calendario», vale la pena ricordare ancora una volta che il vantaggio dei viola in questa stagione sarà dolorosamente rappresentato dalla mancanza di impegni infrasettimanali, un modo quest’ultimo assi riduttivo per definire le partite di Champions di cui sentiremo la nostalgia, ma che aiuterà la squadra ad essere più concentrata e più energica in campionato. Sarà questa, o dovrebbe essere questa, l’arma migliore della Fiorentina, soprattutto se vi si aggiungerà un organico ricco di qualità, dimagrito nel numero ma non nella consistenza tecnica, così come pare sia nelle intenzioni della società.Mihajlovic, che per la prima volta nella sua fresca storia di tecnico guiderà una squadra dall’inizio della stagione, avrà forse in mente — per questa ragione e per la necessità di muovere immediatamente convinzione ed entusiasmi — una partenza lanciata che gli permetta di ottenere un vantaggio, diciamo un credito, su cui impostare la stagione. La prima parte del calendario, con partite anche toste ma non spietate, può consentirgli di dare consistenza a questo progetto impostato sullo sprint, su una rapidità iniziale che dia punti alla squadra, morale ai giovani, convinzione ai giocatori più esperti ed euforia al pubblico. Naturalmente certi slanci iniziali si rischia di pagarli in seguito, ed è su questi due binari — lo sprint e la resistenza — che si giocherà la stagione della Fiorentina e si misureranno le capacità del nuovo tecnico. Una giusta dose di ottimismo ci sembra debba accompagnare le speranze dei viola.
Sandro Picchi - Corriere Fiorentino