Vargas: ''A Cagliari con rabbia e voglia. Il Real? Penso alla Fiorentina''

Sala Stampa - 28/01/2010 13.57.16

A presentarsi oggi in sala stampa al Franchi è stato l'esterno peruviano Juan Manuel Vargas che rivela subito di non stare benissimo: "Forse ho un po' di febbre" esordisce raffreddato Vargas.
"Stiamo vivendo un momento che non piace a nessuno, abbiamo perso due partite e può capitare, siamo tranquilli e stiamo vivendo come le situazioni precedenti. Il Real Madrid? Sono voci che girano sempre ma io sono concentrato a fare bene con la Fiorentina, sto bene qui e penso ai prossimi impegni. Penso a far bene e a crescere ancora perchè posso ancora migliorare, penso a far bene per me e per la Fiorentina. Con il rientro di Mutu non cambia niente per me, ormai ci conosciamo bene tra compagni. Un calo? Capitano partite migliori e altre meno buone, può succedere per la stanchezza dopo tanti impegni ravvicinati, io sto tranquillo e ho voglia di dare sempre il 100%. Ci stiamo allenando bene. La Coppa Italia? Noi pensiamo a fare il massimo in ogni partita, in Coppa Italia siamo arrivati in avanti ma adesso pensiamo al campionato, vogliamo pensare partita per partita e da domenica ricominciare a fare punti dopo le due sconfitte. Contro Bologna e Palermo abbiamo sbagliato l'approccio e abbiamo aspettato di prendere una botta per reagire. Il quarto posto? Il campionato è lungo, siamo tranquilli perchè conosciamo la nostra qualità e quello che possiamo fare. Il ruolo? Gioco dove mi mette il mister, l'importante è sentire la fiducia della società e dell'allenatore e se anche dovesse rimettermi terzino adesso mi sentirei più sicuro. Terzino a Monaco? La partita dell'anno scorso (sconfitta 3-0 con pessima prestazione del peruviano, ndr) è rimasta impressa ma io sono a diposizione per giocare dove vuole il mister. Contro il Cagliari mi piacerebbe far gol come l'anno scorso ma l'importante è vincere, dobbiamo andare lì con la mentalità vincente. Siamo rabbiosi dopo le ultime due sconfitte, dobbiamo ripartire dai nostri errori. Dainelli? Io l'ho conosciuto per due anni ed è stato un grande persona ed un grande giocatore. La sua partenza mi è dispiaciuta anche perchè era il nostro capitano ed un punto di riferimento ma il calcio è così, gli faccio l'in bocca al lupo come ho già fatto a lui. Bolatti? Come sudamericano cerco di aiutarlo con la lingua ma si sta adattando bene e i compagni lo hanno accolto nel migliore dei modi per farlo inserire il prima possibile.


Simone Bargellini

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