Sacchi: ''Bravo Cesare sei un vero maestro''

Rassegna stampa - 08/03/2008 7.54.54

«L'ho detto e lo confermo: considero Cesare Prandelli un maestro di calcio ». Detta da Arrigo Sacchi, che maestro di calcio è riconosciuto in tutto il mondo e questo sport ha contribuito a cambiarlo e innovarlo, una frase del genere acquista un peso specifico tutto particolare.
Sacchi, ci spiega perchè Prandelli è un maestro?
«Perchè la sua Fiorentina fa parte di un esiguo gruppo di squadre in cui le idee, il lavoro, l'applicazione, la voglia di crescere, innovare e sperimentare, lo studio, l'idea di calcio dell'allenatore hanno la leadership. In una struttura con questi presupposti si valorizzano di più i giocatori, si esprimono tutte le loro potenzialità, vengono ampliati i pregi e ridotti i difetti. Le squadre di Prandelli hanno un'identità precisa. Riescono a fare a meno anche del fuoriclasse ».
Come Mutu...
«Esatto. Mutu è un grande giocatore, ma una squadra organizzata riesce a farne a meno senza cambiare volto e risentirne troppo. Vedo una Fiorentina in continua crescita anche a livello internazionale. Una squadra sempre più europea, migliorata nel pressing, nelle marcature a scalare, nell'organizzazione offensiva e difensiva, in fase di possesso e non possesso palla, nella personalità».
Può centrare la zona Champions e vincere l'Uefa?
«Non ho la palla di cristallo, ma la Fiorentina ha le qualità per arrivare in fondo. Certo, andando avanti perderà qualche punto per strada, ma le vittorie hanno il potere di non far sentire la fatica, aumentando l'entusiasmo e l'autostima».
Quanto sarà importante il turnover?
«Molto, anche se andando avanti con gli avversari più forti e le partite decisive, Prandelli lo farà sempre meno ».
Una Fiorentina che si distingue in campo e fuori.
«L'ho detto ad inizio anno: mi piace molto il programma viola. La società ha idee chiare, privilegia il fair play e non fa polemiche. Sono stati scelti gli uomini giusti, dirigenti che sanno di calcio, un allenatore ideale per far crescere i giovani, ragazzi di qualità tecniche e morali. Non vedo sovrapposizioni di ruoli. Ognuno fa il suo. Non c'è confusione. Le regole sono chiare e vengono fatte rispettare. E i risultati si vedono».



Corriere Fiorentino

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