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Dov’è finito Borja Valero?

Sul prato della Dacia Arena lo spagnolo è sembrato essere il lontano parente del tuttocampista che ha guidato il centrocampo viola fin dal suo arrivo a Firenze. A dire il vero, anche contro la Roma era stato l'ombra di se stesso

Stefano Fantoni

Anonimo, lento, sostituito. La partita di Borja Valero contro l'Udinese è freddamente riassumibile in tre parole. Sul prato della Dacia Arena lo spagnolo è sembrato essere il lontano parente del tuttocampista che ha guidato il centrocampo viola fin dal suo arrivo a Firenze. A dire il vero, anche contro la Roma era stato l'ombra di se stesso, giocando pochi palloni e finendo spesso e volentieri per vagare in campo senza meta.

Un canovaccio che si è ripetuto anche contro i friulani. Nei piani di Sousa doveva essere l'ago della bilancia per dare imprevedibilità alla manovra d'attacco viola. In pratica è stato una trottola che spaziava lentamente da destra a sinistra e viceversa, senza dare il cambio di passo necessario. Nessuna verticalizzazione per Babacar, pochi guizzi realmente utili.

Forse pesa ancora l'infortunio alla caviglia patito contro il Valencia nel precampionato. Forse prosegue un periodo di forma al di sotto dei propri standard, iniziato nella seconda parte della scorsa stagione. Forse a trentuno anni comincia a non avere più il dinamismo necessario per poter giostrare da trequartista. Tanti dubbi e prestazioni incolori che via via si accumulano. Un aspetto che merita uno spunto di riflessione, per il presente e per l'immediato futuro, per studiare una Fiorentina che possa anche fare a meno di (questo) Borja Valero.

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