Il paradosso di Lazzari e la VAR che scardina tutto: l’Europa è ancora viva

Il paradosso di Lazzari e la VAR che scardina tutto: l’Europa è ancora viva

dal nostro inviato a Ferrara

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Ogni discorso diventa fumo davanti alla decisione di Pairetto alla VAR. Una scelta contestata in modo fervente dalla SPAL, che si è vista annullare la rete di Valoti e realizzare il rigore concesso dopo la revisione. In quattro minuti è cambiato tutto: dal 2-1 di Valoti – e una Fiorentina affossata – al capovolgimento di fronte che ha visto gli ospiti aprire un finale di partita dilagante. Il regolamento ha parlato chiaro, la dinamica dell’accaduto ha aperto il dibattito. «Chiesa mi ha confermato di essere stato toccato, non è un simulatore», ha dichiarato Jordan Veretout ai nostri microfoni in zona mista, difendendo il compagno dalle pesanti accuse del Presidente estense, Walter Mattioli («Chiesa è una persona poco onesta, un simulatore»).

Le premesse erano le migliori, a giudicare dai primi minuti di gioco, nei quali i gigliati hanno messo sotto una SPAL che concedeva troppo spazio e provava difficoltà nel contrastare le azioni viola sulle fasce. L’infortunio di Lazzari dopo 10′ ha privato Leonardo Semplici del proprio miglior elemento: paradossalmente, con l’ingresso in campo di Murgia e il cambio di modulo – Cionek e Fares sono diventati terzini – la trama è radicalmente cambiata, con la Fiorentina incapace di ripartire. Semplici ha trovato la quadratura per fermare la dilagante creatività offensiva degli avversari, abbassandosi e colpendo Stefano Pioli negli ampi vuoti concessi dalla difesa, passata ‘a tre’. L’intervallo ha portato consiglio e stabilità: un problema ai flessori per Ceccherini ha costretto il tecnico a inserire Laurini, a suo agio sulla destra. Squadra più corta e maggiore profondità cercata con Gerson dietro a Muriel e Chiesa: posizione centrale che ha giovato al brasiliano.

Nel momento della doccia fredda, la Fiorentina si è aggrappata con forza alla schermata consultata da Pairetto e alla freddezza dal dischetto di Veretout, al quarto centro dagli undici metri in stagione. Lì la stagione ha ripreso forza, considerando anche la sconfitta dell’Atalanta contro il Milan. La prossima settimana sarà «molto importante», così come l’avrebbe definita Pioli in caso di vittoria al ‘Mazza’. Una decisione a suo modo “storica” ribalta la sentenza di Valoti, dando un’inattesa linfa alle ambizioni. Tre punti dal settimo posto e una battaglia da continuare con convinzione: nella sliding door di Ferrara inizia la ricorsa. Proprio quando tutto rischiava di arenarsi.

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  1. ottone - 4 mesi fa

    L’ottimismo – quando non diventa dabbenaggine – è tutta energia vitale.
    Però: o la squadra, senza il suo giocatore migliore dietro, si trasforma in meglio. E allora tutto è possibile.
    Oppure, visti anche i precedenti di quest’anno, SE VA BENE rimane altalenante.
    E se rimane altalenante, e non vince gli scontri diretti (Inter, Atalanta, Lazio, Roma), il “gap” non lo può colmare. Il calcio non è scienza, ma neppure appunto dabbenaggine.

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  2. user-13664476 - 4 mesi fa

    RIGORE NETTO E PRESIDENTE SPAL SCORRETTO E INOPPORTUNO .BASTA POLEMICHE PRETESTUOSE E INUTILI PERCHÉ CHIESA E UN PATRIMONIO NON SOLO DALLA VIOLA MA DELL’ITALIA CALCISTICA.FORZA VIOLA SEMPRE E AD MAIORA!!!

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  3. vecchio briga - 4 mesi fa

    Ci vorrebbero 3-4 vittorie di fila. Forzaaa

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  4. Aoi_Haru - 4 mesi fa

    Siamo a 3 punti dall’Europa e a 7 dalla Champions. Alla faccia di chi vorrebbe schierare le riserve domenica sera contro l’Inter. C’è si ma da provare a sconfiggerli e vendicarci di Milano, sotto i riflettori del posticipo serale. Ci sono pseudo-opinionisti che vorrebbero puntare tutto sulla Coppa Italia mentre in campionato è ancora tutto da decidere, in un momento in cui le uniche squadre (dopo Juve e Napoli) che lottano per la Champions ad essere in un momento positivo sono Milan e Atalanta. Inter, Lazio e Roma, per un motivo o per un altro, sono tutte altalenanti e alla nostra portata.

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