PERSONAGGI VIOLA- Amoruso si racconta: “Brividi alla schiena per la Coppa Italia, ma con un po’ di fortuna in più…”

PERSONAGGI VIOLA- Amoruso si racconta: “Brividi alla schiena per la Coppa Italia, ma con un po’ di fortuna in più…”

Violanews vi propone una nuova rubrica in cui ogni settimana vi racconteremo sotto vari punti di vista un personaggio della storia viola. Oggi è la volta di Lorenzo Amoruso

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IL RACCONTO

Dopo avervi raccontato Repka , abbiamo fatto una lunga chiacchierata con un altro centrale difensivo che ha scritto un pezzo di storia della Fiorentina, Lorenzo Amoruso, che ci ha aperto le porte della sua carriera, ed in particolare della meravigliosa stagione 95-96, conclusa con la vittoria della Coppa Italia.

Partiamo dall’ inizio, visto che stiamo raccontando un giocatore, chi meglio di lei ci può descrivere Lorenzo Amoruso?

“Lorenzo Amoruso è stato un ottimo giocatore, che però doveva sempre essere al cento per cento. Ho sempre avuto un fisico pesante e avevo bisogno di allenarmi al massimo, rispettare una dieta precisa e allenamenti molto mirati alla rapidità e all’ esplosività. Il mio fisico mi ha dato tanta fortuna, ma andava allenato in maniera dettagliata e precisa, anche io in campo dovevo avere un atteggiamento di concentrazione massima, nella mia carriera ho fatto figuracce contro avversari  più deboli perchè non c’ero mentalmente. Diciamo che sono stato un gran bel giocatore che però non poteva distrarsi quasi mai. Il mio unico rimpianto non aver mai vestito la maglia della nazionale A, e credevo di meritarmela.”

Nell’ estate 95 la Fiorentina compra dal Bari due ragazzi che si riveleranno piuttosto importanti, Amoruso e Bigica, che oggi allena la Primavera viola, ci racconti quel trasferimento.

Io e Bigica venivamo da un paio di anni eccezionali, avevamo fatto una promozione a Bari e nessuno ci avrebbe mai creduto, eravamo giovani e arrivavamo tutti dalla Serie C. Eravamo in una piazza importante ed eravamo in una B molto competitiva e con tante squadre blasonate più accreditate di noi, come la stessa Fiorentina. Non eravamo tra le favorite, ma con grande impegno, e un grande allenatore abbiamo fatto una stagione strepitosa, chiudendo dietro ad una grande Fiorentina.  Poi ci fu un anno in A e facemmo molto bene, dopo di che ci fu l’approdo a Firenze. Quell’estate eravamo partiti che io e Bigica eravamo trattati da Parma e Inter, ma la Fiorentina in maniera più concreta presentò offerte importanti e la trattativa si sbloccò subitò, durò veramente poco.”

Quella era una grande Fiorentina, con grandi giocatori e che raggiunse grandi traguardi, com era farne parte?

“Quell’anno insieme a noi arrivarono Serena, Piacentini e Schwarz, e la squadra diventò importante davvero. L’anno prima si era salvata senza correre rischi, nessuno poteva pensare che avremmo potuto lottare anche per lo scudetto in quell’annata. Il vero unico problema è che non avevamo una rosa abbastanza lunga per combattere con Juve e Milan fino alla fine. Avevamo voglia di amalgamarci subito, sia al livello tattico che professionale, era una situazione meravigliosa. Man mano che la stagione andava vanti tutti pensavano che saremmo potuti diventare una squadra da vertice, sempre a quel livello. Abbiamo vinto una Coppa Italia ed una Supercoppa, e sono state emozioni incredibili, ma sono convinto che se avessimo avuto un briciolo di fortuna in più avremmo potuto davvero fare qualcosa di grande…”

Siamo arrivati alla grande cavalcata in Coppa, due semifinali con l’ Inter e due finali con l’ Atalanta, e ci ha messo anche lo zampino con un gol decisivo…

“Quella Coppa Italia rimane unica, mai nessuno ha fatto una fila di partite senza mai pareggiare,è stata una cavalcata unica e quasi irripetibile. Avevamo l’Inter in semifinale e sapevamo che la vincente sarebbe stata la più accreditata a vincere la coppa, nonostante l’Atalante fosse una buona squadra, siamo scesi in campo con questa convinzione. Con  i nerazzurri giocammo due partite fantastiche, non riuscivano davvero a starci dietro, sia a Milano che a Firenze facevamo delle fantastiche trame di gioco e non concedevamo nulla all’Inter. Era bellissimo perchè ci esprimevamo come Ranieri voleva, e schiacciavamo i nostri avversari. La Finale di ritorno, nonostante avessimo vinto per uno a zero al Franchi, sapevamo che a Bergamo sarebbe stata molto difficile, erano una squadra tosta e con loro è sempre stata una battaglia non facile. Avevamo avuto delle defezioni  ma eravamo talmente concentrati che a mala pena ricordo qualche parata di Toldo in quella partita, riuscimmo a tenere lontani gli avversari dalla nostra area di rigore. Sia io che Padalino avemmo delle ottime occasioni nel primo tempo ma non riuscimmo a concludere. Poi nel secondo tempo con il mio gol la partita divenne molto più semplice, gli avversari lasciarono molti più spazi per Bati, Flachi e Baiano e siamo arrivati al secondo gol e iniziò la festa. Sapevamo di scrivere un pezzo di storia, ma li non te ne rendi conto molto, ma anche adesso sappiamo di aver fatto qualcosa di unico e non facile da dimenticare. Quando rientrammo a Firenze fu bellissimo, lo stadio pieno alle 3.30 di notte, cose da brividi lungo la schiena, non le dimenticherò mai.”

amoruso1

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  1. Lipilini (Sarzana) - 4 giorni fa

    NEMMENO NOI !

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