Gaetano Castrovilli, il ballerino con la maglia dell’Argentina: El Pibe di Minervino vuol stupire Firenze

Gaetano Castrovilli, il ballerino con la maglia dell’Argentina: El Pibe di Minervino vuol stupire Firenze

Il giocatore del Bari è prossimo al ritorno a Firenze: scopriamo chi è il talento pugliese acquistato dalla Fiorentina

Si presentò con la maglia dell’Argentina: in bocca non aveva un sigaro e in mano non teneva una chitarra, perché non era a Buenos Aires – purtroppo, o per fortuna – bensì a Bari, dove se sei bravo con i piedi la mente ed i paragoni corrono subito da El Pibe di Bari Vecchia, Antonio Cassano. Ma non iniziamo con i paragoni, neanche con gli accostamenti, ma quel primo giorno al Bari lui lo visse così: camiseta dell’Albiceleste – non immaginiamo di chi, giusto per non scomodare nessuno – e il sogno nel cassetto di percorrere quei novanta chilometri che da Minervino, quel paesino in cui tirava i primi calci ad un pallone – non molto distante da Canosa, dove è nato – servono per arrivare nel capoluogo pugliese.

E pensare che lui, da piccolo, faceva il ballerino: danza classica per l’esattezza, “l’unico maschietto in mezzo a tante bambine”, ha raccontato una volta a La Gazzetta dello Sport. Lui, che amava certamente più i sombreri dei volteggi, preferiva giocare in strada insieme ai suoi amici, con il pallone che rotolava per le vie di Minervino segnando la sua infanzia: come quando morì suo nonno Gaetano, tifoso sfegatato del Bari, momento in cui ebbe l’impulso di iscriversi alla scuola calcio. Avanti ed indietro, i primi anni sono un continuo viaggio tra casa e campo: novanta chilometri ad andare, altrettanti al ritorno, insieme allo zio, sacrifici che lo hanno indotto a non mollare nei momenti più difficili, specialmente all’inizio, in cui giocava poco ma pensava alla determinazione necessaria per ripagare gli sforzi della propria famiglia. “Se facessi fortuna con il calcio, darei una mano soprattutto a mia madre ed a mio padre: è un falegname con i fiocchi, ma ora tanti artigiani stentano a faticare”: ha le idee chiare Castrovilli. Specialmente quando si tratta di entrare nel terreno di gioco: “mi viene spontaneo sorridere, prima di andare in campo. Bisogna giocare spensierati, l’ansia fa male”. Un modo di essere confermato da Gigi Nicassio, allenatore del giocatore nei Giovanissimi del Bari, che ha parlato a Radio Blu: “Riesce a giocare con la stessa tranquillità sia che si giochi al campetto sia che si giochi davanti a 50.000 spettatori.”

Cresciuto in una realtà piccola, dove è facile mettersi in mostra: a Minervino si parla di lui e del suo talento, quanto basta affinchè l’allora segretario del settore giovanile dei Galletti Antonello Ippedico venga convinto da un suo amico a dargli un’occasione.

E’ fatto così, sognava il San Nicola e ci ha giocato: poco importa l’interesse di Arsenal e Chelsea che naturalmente fa piacere, ma dà carica e non gli fa perdere l’equilibrio. Fondamentale, se vuoi sfondare. Dall’alto dei suoi centosettantasei centimetri non si scompone. E’ legato alle sue origini, a Bari ma anche al ballo, una passione che non può essere rinnegata: siamo sull’Altopiano di Pinè, in Trentino Alto-Adige, nello spogliatoio dello stadio “Comunale” di Brusago, una performance che gli concede applausi dai compagni, prima di essere interrotto da un collaboratore di Stellone.

L’aria che più gli piace – naturalmente dopo quella della sua Puglia – è probabilmente quella fiorentina: dopo aver trascorso in maglia viola l’ultimo torneo di Viareggio, in cui ha segnato una rete agli argentini del Belgrano – già, l’Argentina – è tornato ai Galletti al termine della competizione. Con qualche mese di ritardo, eccolo nuovamente a Firenze: “Gaetano è già stato qui, si è trovato bene e speriamo che questo sia di buon auspicio”, ha spiegato l’agente all’uscita dai “Campini”, mentre Castrovilli prepara le valigie e, secondo quanto raccolto da ViolaNews.com, arriverà in prestito con obbligo di riscatto per una cifra superiore al milione, aggregandosi alla Primavera ma con un occhio alla Prima Squadra, sulle orme dei tanti giovani passati sotto gli occhi di Sousa.

Quell’urlo spezzato per quella rete rubata risuonerà però nella sua mente: Bari-Perugia, Gaetano conclude verso la porta ma la mano del difensore umbro Del Prete gli nega la gioia della rete, che arriva sul rigore realizzato successivamente da Maniero. Avrà modo di esultare, magari in maglia viola, in quella che è la sua nuova avventura, un altro passo nella carriera di Castrovilli: un piacevole ritorno, guarda chi si rivede.

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