Desolati a VN: “Chiesa segna come me, ma che rimpianti per il Mondiale del 1982. Su Pioli…”

Desolati a VN: “Chiesa segna come me, ma che rimpianti per il Mondiale del 1982. Su Pioli…”

L’ex attaccante viola ha commentato, in esclusiva per Violanews.com, i numeri di Federico Chiesa e ha anche espresso il suo pensiero su questa Fiorentina e sull’allenatore Pioli

di Redazione VN

di Filippo Angelo Porta

claudio_desolatiClaudio Desolati ha collezionato numeri pazzeschi in maglia viola: ha raggiunto le 100 presenze in gare ufficiali, con la maglia della Fiorentina, a soli 21 anni e 4 mesi (come Federico Chiesa), ha segnato il suo primo gol a soli 18 anni e 2 mesi e ha esordito in prima squadra ad appena 16 anni e 11 mesi. Con le sue 58 reti è anche il 12marcatore di sempre nella storia del club viola. Inoltre, ha vinto la Coppa Italia e la Coppa di Lega italo-inglese nel 1975 e fu il miglior marcatore viola di quella edizione di Coppa Italia con 3 reti, insieme a Paolo Rosi. Gol, presenze, vittorie, ma anche tanti, troppi infortuni. I dolori alle gambe dopo ogni partita e i medici che gli consigliavano di non giocare più, ma il suo amore per il calcio è stato più forte di tutto. Claudio Desolati, non semplicemente un giocatore, ma un vero e proprio guerriero. Uno che non ha mai mollato, nonostante tutto. 

Federico Chiesa ha raggiunto, proprio come lei, le 100 gare ufficiali in maglia viola, a soli 21 anni e 4 mesi. Visto che conosce molto bene il ragazzo, se lo sarebbe mai aspettato?

“Sai, questi numeri mi fanno davvero piacere, ma non mi sono mai vantato. Per me, oltre che un lavoro, il calcio è sempre stato un vero e proprio divertimento. I gol, le presenze erano il risultato di tutto questo. Dunque, sono solo contento per Federico. E, sì, me lo sarei aspettato. La prima volta lo vidi quando ancora giocava nelle giovanili della Settignanese. Rimasi davvero stupito dalle sue qualità e pensai subito che, con un po’ di fortuna e con il giusto allenatore, sarebbe potuto arrivare in alto. E così è stato”. 

Lei, però, dopo 100 gare aveva all’attivo 30 gol, contro i 20 di Chiesa.

“Sì, vero. Io all’epoca segnavo tanto, ero un bell’attaccante. Il mio unico rammarico sono stati gli infortuni; senza quelli, avrei potuto fare un’altra carriera. Ho giocato in tutte le categorie e in tutte le Nazionali, eccezion fatta per quella maggiore. Se nel 1982 fossi stato a posto fisicamente, in Nazionale ci sarei stato io. O, almeno, mi sarei giocato le mie carte per esserci. E avevo delle buone chance. Ma, alla fine, va bene così. Vedo comunque che la gente mi ricorda con affetto e questo vale tanto per me”. 

Ha sofferto molto per gli infortuni?

“Sì, avevo le gambe distrutte. I medici di allora mi consigliarono di smettere di giocare, ma a 25 anni non me la sentivo. Dissi a loro: «così come voi siete bravi nel vostro mestiere, io lo sono nel mio. Continuo a giocare e ve lo dimostro». Dopo la Fiorentina, andai alla Pistoiese e dopo al Foggia e al Siena. Non ero più il giocatore di prima, ma almeno ho continuato a giocare”. 

Le piace questa Fiorentina?

“In certi momenti sì, in altri meno. La vedo un po’ lenta nel gioco, troppo affidata alle individualità”.

Pioli ha delle colpe in questo?

“Lui è un bravo allenatore, ma alcune volte fa degli errori abbastanza evidenti, soprattutto nella formazione iniziale. Si affida troppo ai singoli e la squadra ne risente. Mi piacerebbe vedere più gioco”.

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