C’era una volta… la difesa

C’era una volta… la difesa

L’incognita del reparto difensivo viola non è solo sul campo, dove le prestazioni non sono sempre impeccabili, ma anche nel futuro, con il solo Astori sicuro di una conferma

C’era una volta la difesa, quella in maglia viola che, al di là degli interpreti, attraverso la scuola “italiana” – da sempre all’avanguardia quando si tratta di non subire una rete – era uno dei punti fermi della Fiorentina. Con il passare degli anni, scanditi dai cambi di allenatore, gli interpreti sono cambiati, posando le fondamenta su alcune pedine che si dimostravano le vere colonne portanti del reparto. Da cinque anni Gonzalo Rodriguez e, seppur con minor lode, Nenad Tomovic si pongono davanti al portiere: accanto a loro una moltitudine di giocatori si sono succeduti nell’arduo compito di completare un trio o un quartetto con il compito di garantire affidabilità.

Il presente però non conosce quest’ultima parola, tanto meno il futuro: questa estate, con il cambio di allenatore che sembra ormai una certezza, solamente Davide Astori è sicuro del proprio posto in squadra. I difensori attualmente in rosa sono cinque, ai quali aggiungiamo viste le ultime scelte tattiche anche Carlos Sanchez, posizionato però diversamente da quello che è il suo ruolo naturale e quindi il primo della lista ad autoescludersi dal nostro ragionamento e da scelte future, soprattutto in relazione al numero di giocatori che comporrà il reparto arretrato viola.

Il solo Astori però dovrà probabilmente far nuove conoscenze: sulla testa dei suoi attuali compagni di reparto balla il peso dell’incertezza legata alla loro permanenza. La questione più spinosa è quella legata a Gonzalo Rodriguez ed il suo contratto, in scadenza a giugno: le parti non hanno trovato l’accordo e le dichiarazioni in merito non portano buone notizie per chi vorrebbe vedere ancora l’argentino con la maglia viola. Sorte diversa per De Maio e Salcedo, entrambi in prestito: sono considerati riserve dall’attuale allenatore della Fiorentina e, per il messicano, la strada del riscatto sembra più lontana – nonostante sia già stata spesa una cifra per portarlo in Italia almeno in questa stagione – dopo le voci sull’accordo con il Chivas. La sorte del francese appare leggermente diversa: arrivato per “tappare” una falla, valutati l’età e l’impiego sarà difficile che venga confermato.

Tra i cinque difensori centrali c’è anche Nenad Tomovic: è un punto fisso da anni ma, alla luce delle recenti prestazioni, potrebbe essere messo in discussione se l’allenatore dovesse cambiare.

Le certezze sono lontane, così come i tempi di Prandelli ed, in parte, di Montella, quando il reparto arretrato sembrava aver una propria solidità e futuribilità. Sugli esterni, soprattutto a sinistra, l’erede di Marcos Alonso andrà certamente trovato: Maxi Olivera e Milic –  che ci siamo astenuti dal considerare difensori visto il loro impiego in posizione più avanzata almeno sulla carta ed in fase di possesso del pallone – non hanno dimostrato di poter colmare il vuoto lasciato dal giocatore spagnolo. Ma questa è un’altra storia.

3 commenti

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  1. Antonio da Papiano - 9 mesi fa

    Questo articolo conferma la gestione approssimativa del club sul piano sportivo che si riflette nei risultati: 15 anni di gestione Della Valle e zero trofei. Nonostante questo ci sono tifosi che continuano ostinatamente a difendere questa proprietà. Come tifoso della Fiorentina non capisco le ragioni di questo atteggiamento illogico.

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    1. ViolaLuke - 9 mesi fa

      Guarda un po’… a me sembra invece che sia solo tu ad avere un “atteggiamento illogico”!

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    2. Tagliagobbi - 9 mesi fa

      Be’, definire Papiano tifoso della Viola è un po’ azzardato anche perché qualunque notizia commenti la commenta sempre alla solita maniera… almeno cambia nick e, se ti riesce, stile…

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