Osvaldo: “Il calcio è malato, è tutta una menzogna. La musica mi fa felice”

Osvaldo: “Il calcio è malato, è tutta una menzogna. La musica mi fa felice”

L’ex attaccante della Fiorentina si è ritirato l’anno scorso ad appena 30 anni: “Qui posso essere me stesso” dice Osvaldo

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Ad un anno dal suo debutto come cantante, Pablo Daniel Osvaldo si è raccontato in una lunga intervista alla rivista argentina Enganche. Vi proponiamo alcune dichiarazioni dell’ex attaccante della Fiorentina, che ha scelto di ritirarsi dal calcio ad appena 30 anni (traduzione di Violanews.com):

Sono contento della decisione presa, vivo felice. La musica ti porta vicino alla gente, mentre il calcio ti pregiudica molte cose. Qui non devo preoccuparmi di essere un esempio per qualcuno, non voglio essere un esempio di niente. Voglio vivere la mia vita tranquilla. Sarò eternamente grato al calcio. Nel bene e nel male, sono quello che sono e ho quello che ho grazie al calcio. Avrei potuto giocare per altri 6 anni. Ma alla fine ti rendi conto che è una menzogna, nulla è reale e devi essere quello che non sei. E’ uno spettacolo, ma ha perso la sua bellezza. Il mondo del calcio è malato. La fama è pericolosa, un ragazzo che gioca a calcio non può andare in un bar a prendere una birra e fumare una sigaretta. I giocatori si tappano la bocca davanti alle telecamere, neanche stessero raccontando il segreto della Coca Cola. E’ ridicolo. Se perdi una partita i tifosi ti lanciano le pietre alla tua auto. Il rock è più genuino, più reale, qui ho imparato a valorizzare le cose. Come mi vedo a 60 anni? Su un palco, a godermi la vita. E nonno.

 

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  1. Freddy - 1 settimana fa

    Complimenti all’uomo Osvaldo con queste poche parole dimostra grande capacità di giudizio sul mondo che ha vissuto fino ai 30 anni.
    E pone l’accento su un aspetto troppo spesso sottovalutato, la mancanza di libertà d’opinione dei calciatori non che tutti abbiano molto da dire d’importante, ma perché provarli della libertà di dire quel che pensano.
    Assistiamo tutti i giorni a interviste inutili ove niente viene espresso, ricordo quando negli anni 70 ancora si poteva ascoltare quel che pensavano su vari argomenti e sopratutto come anche lui rimarca erano più avvicinabili dalla gente.
    In fin dei conti son dei giovani ragazzi dei nostri tempi e sarebbe almeno curioso sapere quel che pensano.
    Non dico che sarebbe educativo, ma già tanta gente parla senza esserlo non vedo perchè non possano farlo loro. Cosa temono le società calcistiche?

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  2. UNO VIOLA - 1 settimana fa

    Da quello che dice pare si sia liberato… sono contento per lui e apprezzo quello che ha detto e come lo ha detto. Per me rimane sempre quello del 3 a 2 e della rovesciata per la Champions, un pazzo capace di colpi di lucida classe.

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    1. Ameviola - 1 settimana fa

      e della mitraglia post-gol, che ci fece sognare per un attimo di aver trovato un nuovo Bati….

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