Europa, il Milan teme: la vera partita si gioca al TAS. Facciamo il punto

Europa, il Milan teme: la vera partita si gioca al TAS. Facciamo il punto

Nyon e Losanna a confronto. Non si tratta quindi solo di due gradi di giustizia diversi, ma di livelli e punti di vista ben distinti

di Alessio Crociani, @AlessioCrociani

Il verdetto in primo grado resta da conoscere, ma le sensazioni che arrivano da Nyon ci portano a pensare che le percentuali sull’esclusione del Milan dall’Europa League si siano ribaltate rispetto al 22 maggio scorso, giorno del no della Uefa alla richiesta di Settlement Agreement presentata dalla società di Li Yonghong. Insomma, dalle parti di via Aldo Rossi si pensa già all’appello, senza troppi giri di parole. Ecco spiegato il lavoro frenetico delle ultime settimane sulla documentazione difensiva, che avrà un peso specifico maggiore al T.A.S. rispetto a quello avuto nell’udienza di oggi davanti ai membri dell’Adjudicatory Chamber.

Il motivo è presto spiegato: Nyon giudica la condotta e la credibilità di chi ha gestito il Milan fino a questa primavera, senza proiezioni future, Losanna, invece, prenderà in considerazione anche altri aspetti, come ad esempio l’ampia testimonianza scritta sulle garanzie economiche e di continuità aziendale fornite dal fondo Elliott, che rileverebbe il club qualora Li non fosse più in grado di sostenere l’investimento. Ma nel dettaglio, in cosa si differenziano tra loro i due livelli di giudizio? Il T.A.S. (Tribunale Arbitrale dello Sport, anche noto come C.A.S., ovvero Comitato Arbitrale dello Sport o Camera Arbitrale Sportiva) – per definizione – è “un’istituzione indipendente che aiuta a dirimere controversie attraverso arbitrati o mediazioni secondo le regole procedurali adattate agli specifici bisogni degli sport mondiali”.

In soldoni si tratta di un organo di natura tecnica che interviene da esterno, in maniera indipendente dalla Uefa. Con un “ma”, rappresentato da uno dei tre giudici che compongono la corte chiamata a sentenziare sul caso specifico: quello nominato appunto dal massimo organismo calcistico europeo. Gli altri due sono quello scelto dal Milan ed il presidente (con facoltà giudiziale). Non si tratta quindi solo di due gradi di giustizia diversi, ma di livelli e punti di vista ben distinti. Da qui la rinnovata fiducia del Milan sull’esito finale di questa travagliata vicenda. I tempi? La sentenza definitiva è attesa per i primi giorni di luglio, a 2-3 settimane dall’andata del secondo turno preliminare di Europa League. Non il massimo della vita per la Fiorentina.

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  1. vecchio briga - 9 mesi fa

    La Fiorentina non deve farsi condizionare, faccia la squadra da sesto posto che hanno detto poi nel caso la migliori. Tanto non è che cambi molto in termini finanziari. Diego non si fece trovare impreparato quando ci ripescarono in serie B, c’era voglia di fare bene. Si dovrebbe comportare allo stesso modo oggi se ha veramente voglia di rilanciare. No?

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