Messi? Sì, ma non solo. Il dejavù è soprattutto viola

Messi? Sì, ma non solo. Il dejavù è soprattutto viola

Non ce ne voglia il Re dei numeri uno del calcio moderno, ma il gol di Bernardeschi ci riporta ad un altro 10 del recente passo viola: Adrian Mutu

Capolavoro, pazzesco, una magia da incorniciare. Per i più, nei commenti del giorno dopo, quello messo a segno ieri sera da Federico Bernardeschi è stato “un gol alla Messi”. Una pennellata d’autore a disegnare quella parabola sotto al sette così vicina alla perfezione. Borussia Park zittito e vittoria europea in saccoccia: vi ricorda qualcosa? Non ce ne voglia Messi, probabilmente il Re dei numeri uno del calcio moderno, ma il dejavù ci riporta ad un altro 10 del recente passo viola: Adrian Mutu.

Inevitabile volare a quel PSV Eindhoven-Fiorentina del 10 aprile 2008, almeno per chi ha a cuore le sorti della Fiorentina. La tensione per la prima grande trasferta europea dell’era Della Valle fu spezzata – proprio come ieri – alla fine del primo tempo, grazie al destro di Mutu direttamente da calcio di punizione. Un altro gioiello dai 20-25 metri che come quello di Bernardeschi si andò ad incastonare all’incrocio dei pali. Philips Stadion ammutolito e trionfo portato a casa (in quel caso, insieme alla qualificazione, grazie allo 0-2 finale e l’1-2 complessivo).

L’idea che il talento di Carrara possa seguire le orme calcistiche di Mutu stuzzica non poco la fantasia, anche se tra i vari “Baggio” ed “Antognoni” che si sentono spendere di questi tempi a fianco al nome di Bernardeschi forse è meglio andarci piano con i paragoni. Pensiamo a godercelo, bello come il sole e soprattutto decisivo. Perché se davvero il peso specifico di un giocatore si misura in base alla sua capacità di caricarsi sulle spalle la squadra nel momento di difficoltà, allora, forse, possiamo dire davvero di aver visto sbocciare un campione.

1 commenti

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  1. Gaetano - 3 giorni fa

    Baggio e Mutu sono completamente diversi da Berna. Somiglia più ad Antognoni per la “castagna” del tiro, per il grande sacrificio (che poi è amore per la Fiorentina) che ci mette in ogni partita, per il lancio lungo. Ma finisce qui. Antognoni aveva una eleganza nella corsa palla al piede che affascinava, era ambidestro, Antognoni sulle punizioni non ci metteva l’effetto, erano fucilate sparate in porta come faceva anche Batistuta e Gigi Riva. Berna più di Antognoni ha il dribbling e la resistenza fisica. Chi è più forte? E chissesenefrega, l’importante è che sono stati e speriamo saranno entrambi nostri.

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