Il prestito, i ripensamenti e il giudizio di Cosmi: Gerson risponde ai dubbi sul campo

Il prestito, i ripensamenti e il giudizio di Cosmi: Gerson risponde ai dubbi sul campo

Domenica prossima starà anche a lui risollevare le sorti di un centrocampo orfano dello squalificato Veretout e ad oggi molto simile ad un rompicapo

di Alessio Crociani, @AlessioCrociani

Diciamolo piano, perché chi lo conosce bene racconta di un giocatore ancora un po’ acerbo a livello mentale, ma anche ieri sera, in un centrocampo con poco fosforo e troppe incognite, è stato Gerson il giocatore a mettersi maggiormente in mostra. Con buona pace di Cosmi (presente ad Arezzo), che durante all’intervallo della partita ha candidamente ammesso di non essere proprio il primo degli estimatori del brasiliano (LEGGI). L’assist per la rete di Eysseric porta la sua firma ma più in generale a convincere è stato tutti il pre-campionato dell’ex Fluminense, che a centrocampo, in realtà, ci gioca più per convenienza che per altro: di Pioli, ma anche sua, che tra le sue qualità non dispone della rapidità d’esecuzione sufficiente per giocare ad alti livelli in Serie A come esterno d’attacco (suo ruolo naturale in Brasile).

Eccolo quindi adattato a tuttofare della mediana: regista aggiunto, incursore, ma all’occorrenza anche rifinitore. Ieri i pochi barlumi di luce in mezzo al campo sono arrivati grazie alle sue intuizioni. E dai suoi piedi, sicuramente ben educati. Mai stati dubbi a riguardo, anche se forse nelle ultime settimane abbiamo parlato (giustamente) molto della formula del suo trasferimento e dei suoi presunti ripensamenti sull’approdo alla Fiorentina, e (colpevolmente) troppo poco dell’apporto che avrebbe potuto dare sul campo alla squadra. Domenica prossima starà anche a lui risollevare le sorti di un centrocampo orfano dello squalificato Veretout e ad oggi molto più simile ad un rompicapo che ad un reparto di una squadra. E NONOSTANTE QUALCHE DIFFICOLTÀ, IL GRUPPO NON NASCONDE LE PROPRIE AMBIZIONI

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  1. Up The Violets - 1 mese fa

    Vediamo cosa succederà in queste prime partite, a ogni modo è abbastanza evidente che questo centrocampo sia adeguato solo e unicamente dal punto di vista numerico. Tecnicamente parlando ci sono invece numerose falle piuttosto evidenti: Norgaard è lento tanto a gestire il pallone (molto più di Badelj, che era lento di passo, non di pensiero) quanto a inserirsi nella nuova dimensione, Dabo e Fernandes sono i classici “cavalloni” di origine africana che si fanno apprezzare per fisico e/o tecnica ma la tattica non sanno nemmeno da che parte stia, Gerson è un trequartista e anche lui non esattamente una saetta con il pallone tra i piedi e Benassi nasce mediano ma se non può correre e spingersi in avanti è inutile, perché piedi e visione di gioco sono quelli che sono e la sua forza è l’inserimento. Alla fine, data anche la povertà degli schemi offensivi di Pioli, la chiave di volta è Veretout, che sapendo fare praticamente tutto è piuttosto bravo anche nell’organizzare l’azione e davanti alla difesa, per quanto sacrificato, riesce a dare un senso anche agli altri due che giocano con lui.

    Senza Veretout invece sono problemi, quelli che abbiamo visto un po’ in tutte le amichevoli estive nelle quali il francese non fosse in campo e che rischiamo di dover affrontare anche contro Chievo e Udinese. E non si tratta solo di problemi nell’impostazione del gioco, no, il problema vero è un altro e lo hanno visto anche quelli che come me erano ad Arezzo ieri sera: intendiamoci, a me i cursori di centrocampo, quelli che si inseriscono, piacciono decisamente più dell’anonimo centrocampista “da passaggino” come Vecino, per fare un esempio; quando però in campo ce ne sono troppi è un grosso rischio, perché magari per ottantanove minuti più recupero ti tengono a turno la posizione e tutto va bene, ma poi inesorabilmente capita quel minutino di follia in cui si buttano tutti dentro, la difesa resta scoperta e ti fanno prendere dei contropiede da mani nei capelli. Noi, a parte Norgaard, abbiamo praticamente solo incursori e nelle ultime amichevoli si sono viste delle buche da fare rabbrividire. Anche ad Arezzo è capitato ciò in almeno due o tre occasioni e se non ci fossero state delle belle parate dell’insospettabile Dragowski sarebbero stati c***i amari. Esattamente quelli che dovremo evitare domenica sera contro Giaccherini.

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    1. folder - 1 mese fa

      ” Alla fine, data anche la povertà degli schemi offensivi di Pioli”
      Come…ma se tutti dicono che è bravissimo e che come sa far giocare le squadre
      lui un c’è nessuno!

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  2. STEFANO - 1 mese fa

    Penso che avremo un miglioramento dells manovra offensiva visto che avremo giocatori che sanno verticalizzare. Badely era bravo a gestire la palla, ma secondo il mio giudizio rallentava la manovra e ditemi voi quanti hoal o assisy ha fatto.

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  3. Il Viola di Gallipoli - 1 mese fa

    Dobbiamo mettere in conto che, per le prime partite, non riusciremo a creare un gioco fluido.

    Pur avendo l’ossatura dello scorso anno, l’organizzazione di gioco è cambiata e molti uomini devono prenderci confidenza, senza contare che giocheremo senza un vero regista e che quindi sia difesa che attacco dovranno agire in maniera diversa.

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    1. STRASBURGO - 4 settimane fa

      proprio quello che si é visto…

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