De padre a hijo: a Simeone non serve essere un fenomeno, questione di attributi…

De padre a hijo: a Simeone non serve essere un fenomeno, questione di attributi…

Dall’arrivo di Muriel in squadra il numero 9 viola non ha più il posto da titolare assicurato. Molti si sarebbero intristiti o addirittura impermaliti. Lui no…

di Redazione VN

Quando il gioco si fa duro… i duri iniziano a giocare. Possiamo riassumere così questo inizio 2019 di Giovanni Simeone. Un paio di numeri, giusto per dare subito l’idea: delle 7 reti messe a segno fino ad ora in questa stagione dal Cholito, 3 (più un assist) sono arrivate nell’ultimo mese. Il tutto condito da un’azione più lucida e meno confusionaria, meno dispersiva. Niente male se si considera che dall’arrivo di Muriel in squadra il numero 9 viola non ha più il posto da titolare assicurato. Molti si sarebbero intristiti o addirittura impermaliti. Lui no, ha reagito da uomo. Questione di mentalità. E di huevos (letteralmente “uova”, mentre sul significato, dopo Atletico-Juve, lasciamo alla vostra immaginazione…).

Gli stessi che mercoledì scorso hanno fatto la differenza al Wanda Metropolitano, dove il protagonista assoluto è stato “l’altro” Simeone, uno che della tenacia e della cultura del lavoro ha fatto uno stile di vita. Difficile restare impermeabili quando alle spalle si ha un padre così. Perché il cognome può pesare tanto in negativo – come ammesso ieri dal diretto interessato (VIDEO) – quanto in positivo. Badate bene, Giovanni non è diventato un fenomeno tutto ad un tratto, ha “semplicemente” fatto uno step in avanti a livello mentale. In fondo è sempre stato questo a sorprende di lui: fare tesoro dei propri errori e avere la voglia di superare qualsiasi ostacolo. Prima con la testa, poi con i piedi.

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