Batistuta: “Prima impressione brutta di Firenze, poi ho capito che valeva la pena lottare per questi colori”

Batistuta: “Prima impressione brutta di Firenze, poi ho capito che valeva la pena lottare per questi colori”

Batistuta presenta il docufilm dedicato alla sua carriera

di Iacopo Nathan

In Palazzo Vecchio è il giorno della presentazione di “El numero nueve”, il docufilm dedicato alla carriera di Gabriel Omar Batistuta. Il Re Leone ha parlato così in conferenza stampa:

Quando mi hanno proposto l’idea mi è piaciuta. Ma non per raccontarmi: non mi piace parlare di me, e che la gente lo faccia. Ma solo perché potevamo far vedere ai bambini della mia città che, quando c’è la volontà, tutto è possibile. Sarà una bella storia.

Non sono mai andato via da Firenze, sono a casa. Gli applausi mi ricordano quando entravo in sala stampa da calciatore. Adesso sono più rilassato, mi godo il vostro affetto, sto cominciando a raccogliere quello che ho seminato quando giocavo. Pochi giorni fa dicevo a mia moglie che la gente mi vuole sempre di più. Adesso capisco la rabbia dei tifosi quando sono andato a Roma.

La prima impressione che ho avuto di Firenze è stata bruttissima, vedevo tanti palazzi vecchi, mi chiedevo: dove sono arrivato? Dopo due mesi ho iniziato ad apprezzare la città. Ho capito che la Fiorentina rappresentava la città e che valeva la pena lottare per questi colori, anche spaccarsi una caviglia.

Il film? Tengo a raccontare i sacrifici che ho fatto anche da bambino, le copertine dei giornali sono solamente la punta dell’iceberg.

Spero di trasmettere la semplicità con la quale vivo le cose. Pablo (il regista, ndr) si è accorto della mia normalità, la gente deve sapere questo. Non sono una superstar. Ho sempre gli stessi amici, vivo dove sono nato. Non parlavo come quando avevo vent’anni, tocca a me raccontare. Non sto facendo l’attore, non mi metto nei panni di un altro: faccio me stesso. E questo mi facilita.

Le torture del regime di Videla in Argentina? Non le percepivo perché ero troppo giovane. Non parlavamo di questo argomento in Argentina, abbiamo iniziato a parlarne negli ultimi 20-25 anni. Neanche i giocatori del 78′ erano a conoscenza delle torture.

L’amore che la gente ha dato nei miei confronti penso di poterlo ridare indietro: mi sento più tranquillo e socievole. Sarà tutto molto semplice da raccontare, ma emozionante da vedere.

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  1. user-2073653 - 3 settimane fa

    Pensare che io ho visto quest’uomo onorare la maglia della Fiorentina e ora devo sentirmi dire che bisogna accettare la mediocrità.

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  2. runner - 3 settimane fa

    Giocatore da prendere come esempio per i ragazzi di tutto il mondo se vuoi fare il centravanti.

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  3. tonipilat_680 - 3 settimane fa

    quanto ho amato il Re Leone…

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