Babbo Viviano: “Voleva fare il bomber, ma io…”

Il sogno di Emiliano Viviano alla fine si è avverato: lui fiorentino nel cuore e nell’anima, adesso è (nuovamente) il portiere della Fiorentina, questa volta, però, della prima squadra. E’ un sogno che parte da lontano. Il babbo di Emiliano, Generoso Viviano, era un buon portiere di Serie D “Sì, mi difendevo tra i pali – racconta Generoso a tutto-viola.it – Ho giocato nel Rifredi, poi sono passato alla Cuoiopelli. Insomma, 25 anni da estremo difensore senza riuscire ad arrivare a giocare in squadre importanti e quindi ho smesso l’attività agonistica, ma la passione per questo ruolo straordinario non è mai passata”.

Tre figli appassionati di calcio, ma nessuno voleva fare il portiere all’inizio?
“No nessuno dei tre, ovvero Marco, Emanuele ed Emiliano, voleva giocare in porta. Emanuele giocava a centrocampo, Marco era un’ottima punta ed anche Emiliano voleva fare il bomber”.

Il “bomber”?
“Si voleva fare l’attaccante ed era anche bravo grazie al bel fisico e con un buon tiro, insomma, poteva essere un discreto numero 9”

E invece?
“Un giorno, mentre giocava nella corte di casa con gli amici (aveva forse 10 anni) era in porta e mi misi a osservarlo e mi resi conto che aveva qualità da portiere. Ne parlai con il tecnico del Firenze Ovest Leonardo Ranieri e gli dissi di provarlo in porta. Da lì la sua meravigliosa carriera che lo ha portato prima all’esordio in Serie A col Bologna, poi a Palermo ed ora alla Fiorentina”.

Togliendosi dai panni di babbo, ce la fa a darci una valutazione critica di Emiliano?
“Certo. Ha buona tecnica di base, anche con i piedi, particolare da non sottovalutare nel calcio moderno. Non si emoziona facilmente. Il carattere era un pò “fumino”, ora però è cambiato. Ottimo sia tra i pali che in uscita, ma può migliorare sulla velocità anche se è già molto reattivo. Del resto ha avuto maestri del calibro di Albertosi, Pazzagli, Landucci e tutti hanno sempre avuto parole importanti per Emiliano”.